Cina: le autorità perseguitano il Falun Gong e i cattolici

(notizia ZENIT di mercoledì 10 novembre 1999)

 

Nell'ultima settimana il governo cinese ha continuato la sua campagna contro il movimento denominato Falun Gong. Domenica scorsa, stando a quanto riferisce lo "International Herald Tribune", le autorità hanno annunciato che quattro importanti membri del movimento sono sotto inchiesta. Costoro, Li Chang, Wang Zhiwen, Ji Liewu e Yao Jie, sono stati accusati di organizzare un culto mirante a scalzare le leggi dello Stato. Inoltre, tre di essi sono accusati di aver violato le leggi che proteggono isegreti di Stato.

Il giorno precedente, il parlamento cinese ha approvato le nuove leggi contro i movimenti religiosi, aprendo la possibilità di applicare la pena di morte contro i loro leader. Nell'annuncio dell'arresto dei quattro leader il governo cinese ha respinto le critiche dell'Occidente per le azioni contro il Falun Gong, affermando che anche negli U.S.A. il governo aveva agito contro gruppi quali il movimento dei Branch Davidians. L'azione contro il movimento si svolge in un momento nel quale l'economia inizia ad avere dei problemi e il governo viene criticato per la mancanza di azione in ambiti quali la lotta contro la corruzione o l'insufficiente protezione dell'ambiente. Gli analisti spiegano l'azione del governo come un desiderio di evitare che qualsiasi gruppo possa costituire una minaccia al controllo del paese da parte del partito socialista.

La determinazione della autorità a lottare con tutti i mezzi possibili contro il movimento è apparsa evidente nell'azione contro alcuni reporter. L'agenzia ANSA (3/11/99) riferisce che il governo ha tolto le credenziali ed il permesso di soggiorno a quattro corrispondenti a Pechino, i quali avevano

assistito ad una conferenza stampa organizzata da Falun Gong. I reporter sono stati convocati dalla polizia e costretti ad una "autocritica" per aver preso parte ad un'attività illegale. Ai rappresentanti dei mass media in Cina è proibito l'uscire da Pechino senza autorizzazione. Inoltre, non possono intervistare nessun residente senza il permesso delle autorità.

La fondazione "Cardinale Kung", che promuove dagli U.S.A. la causa della libertà religiosa dei cattolici cinesi fedeli al Papa, ha frattanto pubblicato una dichiarazione circa alcune incarcerazioni di cattolici in Cina. La fondazione ha informato che un vescovo della Chiesa clandestina e 7 laici sono stati arrestati dal governo. Il vescovo, Mons. Jia Zhiguo, è stato arrestato lo scorso 15 agosto e da allora non si hanno più notizie di lui. Prima dell'arresto del vescovo, sette laici sono stati catturati e giudicati colpevoli il 13 di agosto. Non ci sono state ulteriori informazioni sul loro destino.

 (tr. it. di David Botti)

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